FAQ sul Porto d’Armi

Breve raccolta di domande ricorrenti, e relative risposte, che riguardano il porto d’armi.

AVVERTENZA: La interpretazione della Legge che trovate in queste FAQ potrebbe sembrarvi enormemente più restrittiva della “lettera” della Legge che potete trovare nei Codici e nei commentari. Purtroppo, però, l’esperienza insegna che i principi a cui ci si deve attenere per non incorrere nei rigori della Legge sono quelli che trovate elencati qui di seguito. In particolare: mai sparare a nessuno se è possibile evitarlo. Le conseguenze di una sparatoria, anche perfettamente legittima, possono portare a conseguenze legali pesantissime per un comune cittadino anche quando ha perfettamente ragione.

Sommario

Le fonti 2

Le FAQ sul Porto d’Armi 3

Q: Devo avere il porto d’armi per acquistare o detenere una pistola? 3

Q: Ma, allora, a cosa serve il porto d’armi? 3

Q: Ma, allora, non ho bisogno del porto d’armi per tenere un’arma in negozio a scopo di difesa? 4

Q: È difficile ottenere il porto d’armi? 4

Q: Ed è difficile ottenere un “nulla osta” all’acquisto di armi? 4

Q: Per acquistare un’arma devo sapere usare le armi? 4

Q: Per portare un’arma sulla persona devo avere una preparazione particolare? Devo seguire un corso? 5

Q: È difficile saper usare un’arma? 5

Q: Ma allora la possibilità di ottenere il porto d’armi dipende soprattutto dal Prefetto o dal Questore! 5

Q: Posso acquistare qualunque tipo di armi? 6

Q: Ci vuole il porto d’armi anche per portare un coltello od una bomboletta di gas urticante? 6

Q: Con il porto d’armi posso portare la mia arma dovunque ed in ogni momento? 7

Q: Il mio porto d’armi mi permette di portare sulla persona una qualunque delle armi in mio possesso? 7

Q: Il mio porto d’armi mi autorizza a sparare? 7

Q: Quando posso sparare? 7

Q: Posso almeno mostrare l’arma? 8

Q: Ma, allora, a che ç@§§* servono le armi ed il porto d’armi? 8

Q: Ma i leghisti ci hanno detto che adesso è legale sparare ad un ladro che entra in casa. 9

Q: Ma allora, non posso difendermi! 9

Q: La legislazione USA sulla armi è molto più permissiva. 9

Q: Ma negli USA tutti girano armati! 10

Q: Ma negli USA ci sono gli “school shooting” a causa delle troppe armi in circolazione! 10

Q: Ma il rischio di omicidi e di stragi non cresce il modo proporzionale al crescere del numero delle armi in circolazione? 10

Le fonti

Per qualunque verifica ed approfondimento, vi consiglio di fare riferimento prima di tutto al sito della Polizia di Stato, che è la vera ed unica fonte autorevole su questi temi. Lo trovate qui:

http://www.poliziadistato.it/articolo/312/

Dato che gran parte della legislazione italiane e della relativa documentazione è scritta in burocratese ieratico cuneiforme arcaico, probabilmente vi saranno utili anche le traduzioni in italiano corrente pubblicate da Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Licenza_di_detenzione_di_armi_in_Italia

http://it.wikipedia.org/wiki/Licenza_di_porto_di_armi_in_Italia

http://it.wikipedia.org/wiki/Testo_unico_delle_leggi_di_pubblica_sicurezza

Per quello che riguarda l’orizzonte internazionale, vi consiglio Wikipedia EN, di solito piuttosto esauriente e ben informata:

http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Gun_politics

http://en.wikipedia.org/wiki/Overview_of_gun_laws_by_nation

Per finire, sappiate che sul Web ci sono moltissimi siti che trattano questi argomenti, a partire dai siti delle principali riviste che si occupano di armi e caccia per finire ai siti degli avvocati penalisti. Basta cercare un termine con Google per trovare le informazioni necessarie. Ecco qualche link di esempio:

http://www.actionarms.it/leggi/

http://www.tsntolmezzo.it/pdf/norme_detenzione_armi_munizioni.pdf

http://www.rotaryapuano.it/HomePage/Conferenze/Mazzeo/Armi%20e%20legittima%20difesa.pdf

Le FAQ sul Porto d’Armi

Q: Devo avere il porto d’armi per acquistare o detenere una pistola?

A: No. Chiunque può acquistare un’arma di tipo sportivo o da difesa in qualunque armeria. Basta presentare i propri documenti ed aspettare che la Questura rilasci l’apposito “nulla osta” all’acquisto dell’arma. Salvo casi decisamente eccezionali (pregiudicati, persone in cura per malattie mentali, etc.) il nulla osta viene emesso senza problemi nel giro di pochi giorni o di alcune settimane.

Q: Ma, allora, a cosa serve il porto d’armi?

A: Serve a portare armi pronte all’uso sulla persona (cioè nella fondina) al di fuori della propria abitazione ed a scopo di autodifesa. Questo, infatti, è il significato letterale del termine “licenza di porto d’armi”. Questo concetto dovrebbe risultare chiaro a qualunque persona che sia in grado di comprendere l’italiano ma… a quanto pare non lo è. Quindi, per definizione:

Il porto d’armi è quella licenza che autorizza un comune cittadino a portare un’arma pronta al fuoco sulla propria persona a scopo di difesa.

Non occorre nessuna “licenza” per detenere un’arma all’interno della propria abitazione od all’interno di altri ambienti privati di cui si è proprietari od affittuari. Nel caso della semplice detenzione di un’arma presso la propria abitazione si ha solamente l’obbligo di denunciare il possesso dell’arma alla Questura compilando un apposito modulo. Ovviamente, l’arma deve essere conservata in modo che solo il legittimo proprietario ne possa fare uso (armadietto blindato e chiuso a chiave, etc.).

Tenete presente che anche se viene conservata in casa, e solo in casa, l’arma non può comunque essere tenuta “pronta al fuoco” (cioè non può avere il caricatore inserito e/o il colpo in canna). Per conservare un’arma in casa, pronta al fuoco, è necessario il porto d’armi a scopo di difesa e l’arma deve essere mantenuta costantemente sotto il controllo del proprietario (in cassaforte o nella fondina, sulla persona).

È necessario un tipo “particolare” (“limitato”) di porto d’armi per trasportare le armi da caccia e le armi sportive dalla propria abitazione fino al poligono di tiro o fino alla zona di caccia. In questi caso le armi devono essere trasportate all’interno delle apposite valigette e non possono essere pronte al fuoco (non possono avere il caricatore pieno, installato sull’arma, e/o il colpo in canna). Questo tipo di “porto d’armi” è in realtà una semplice licenza di trasporto e viene spesso chiamata “carta verde”. Non ha nulla a che fare con la licenza di porto d’armi a fini di difesa.

Q: Ma, allora, non ho bisogno del porto d’armi per tenere un’arma in negozio a scopo di difesa?

A: Invece si: dovete avere il porto d’armi a scopo di difesa.

Si può detenere un’arma in negozio solo se viene conservata nell’apposita custodia e non è pronta al fuoco. Per tenerla sotto il bancone o nella fondina, pronta al fuoco, è necessario il porto d’armi a scopo di difesa.

Q: È difficile ottenere il porto d’armi?

A: No, non molto. Se si è incensurati e non ci si trova in cura per malattie mentali, si tratta solo di procurarsi i documenti necessari (certificato penale, attestato della AUSL, etc.) e di presentarli in Questura. Una volta ottenuto il porto d’armi (inteso come documento cartaceo) si acquista l’arma, si sostiene un breve corso presso un poligono di tiro e si pagano le solite tasse. Nulla di complicato. Di sicuro è molto meno complicato e molto meno costoso che ottenere la patente di guida.

Si tenga presente, però, che la richiesta di licenza di porto d’armi a fini di difesa deve essere motivata. In altri termini, bisogna allegare alla richiesta una propria dichiarazione che spieghi per quale ragione si desidera circolare armati. Se questa motivazione non risulta credibile, la richiesta viene sistematicamente rifiutata.

In particolare, non viene mai accettata come giustificazione per una richiesta di licenza di porto d’armi la semplice paura. Non potete dire al Prefetto “voglio circolare armato semplicemente perché ho paura di circolare disarmato (nei dintorni di casa, lontano da casa, di giorno, di notte, quando ci sono i neri, quando ci sono i rossi, quando ci sono i verdi, etc.)”. Questa non è una giustificazione ragionevole: è pura e semplice paranoia.

Viceversa, viene (solitamente) considerata una ragione legittima per richiedere il porto d’armi il semplice fatto di essere già stati oggetto di aggressione (come molte donne picchiate dall’ex-marito) o essere stati oggetto di minacce credibili (come molti operatori della giustizia che vengono minacciati da imputati già noti per la loro pericolosità).

Q: Ed è difficile ottenere un “nulla osta” all’acquisto di armi?

A: No. Di sicuro è molto più semplice che ottenere il porto d’armi. Tuttavia, anche per il semplice acquisto e per la semplice detenzione di armi valgono le stesse regole del porto d’armi: si deve essere incensurati, si deve essere sani di mente e si deve seguire un breve corso di preparazione all’uso delle armi presso un poligono di tiro. La documentazione da presentare è molto più ridotta (molti controlli vengono effettuati “dietro le quinte” dalla Questura) e le tasse sono molto più contenute ma non per questo l’acquisto e la detenzione di armi sono soggetti a meno controlli del vero e proprio porto d’armi.

Q: Per acquistare un’arma devo sapere usare le armi?

A: No. Si deve solo seguire un breve corso (circa un’ora) presso un poligono di tiro autorizzato (UITS). Al termine del corso si deve superare una semplicissima prova di tiro che, di solito, quasi tutti i candidati superano al primo tentativo.

Questo corso e questa prova di tiro non significano affatto che chi riesce a superarli sia davvero in grado di usare un’arma con competenza e consapevolezza. Questo corso e questa prova NON hanno questo scopo. Servono solo a verificare che non ci siano problemi evidenti nella persona che chiede di acquistare un’arma. Ad esempio: nessun certificato medico e nessun certificato penale sarebbe in grado di garantire che la persona sia davvero in grado di comprendere l’italiano (per ragioni linguistiche o per ragioni cognitive) ma se il candidato non riesce a capire cosa gli viene spiegato durante il corso non riuscirà a superare l’esame. Insomma, si tratta semplicemente di uno “smoking test”: infilo la presa nella corrente e verifico che il dispositivo non vada in corto circuito e non cominci ad emettere fumo. Non è affatto detto che, anche superando lo “smoking test”, il dispositivo funzioni davvero come ci si aspetta.

Q: Per portare un’arma sulla persona devo avere una preparazione particolare? Devo seguire un corso?

A: No. Si deve solamente seguire il breve corso di cui abbiamo già parlato (e che è lo stesso che bisogna seguire in ogni caso per acquistare e detenere un’arma). Non occorre seguire nessun corso “avanzato” o “specifico” per il porto d’armi e non occorre dimostrare di possedere nessuna capacità o nessuna competenza particolare.

Per completezza, va detto che in molti stati degli Stati Uniti d’America, in alcuni paesi europei ed in molti altri paesi del mondo è necessario seguire corsi appositi e superare esami specifici (spesso ripetuti nel corso della vita) per poter portare un’arma sulla persona. Questi corsi sono diversi da quelli previsti per la semplice detenzione e sono molto più impegnativi. Questo è sicuramente un punto su cui sarebbe utile riflettere come società e come nazione.

Q: È difficile saper usare un’arma?

A: No, è molto semplice. Purtroppo, è anche molto semplice spararsi nei piedi o “dimenticarsi” dell’arma sul comodino fino a che il proprio figlio di otto anni non se ne impossessa e non ammazza sua madre.

Usare un’arma non è difficile sul piano tecnico. Da questo punto di vista, il telecomando del videoregistratore è immensamente più complicato di qualunque pistola.

Piuttosto, usare un’arma è difficilissimo sul piano dell’attenzione e del senso di responsibilità. Da questo punto di vista, l’attenzione ed il senso di responsabilità necessari per portare un’arma da difesa nella fondina sono enormemente superiori a quelli che è necessario esercitare quando si guida la propria automobile a 130 km/h nell’indemoniato traffico autostradale di ferragosto per portare tutta la propria famiglia in vacanza a mille chilometri di distanza. Quando si circola armati, basta davvero un nonnulla per rovinare la propria esistenza e quella di altre persone.

Q: Ma allora la possibilità di ottenere il porto d’armi dipende soprattutto dal Prefetto o dal Questore!

A: Esatto! Una delle critiche che viene mossa abitualmente alla legge italiana sulle armi è quella di lasciare al Prefetto ed al Questore un ampio margine di manovra. Anzi: un margine di manovra decisamente troppo ampio.

A differenza degli Stati Uniti, in Italia il cittadino non gode di un “diritto” costituzionale ad acquistare, detenere e portare armi. Può solo chiedere che gli venga “concessa” questa possibilità al Prefetto e/o al Questore (a seconda dei casi). Si tratta di una concessione che può essere negata in qualunque momento e per qualunque motivo senza nessun obbligo di dare spiegazioni o giustificazioni.

Infatti, il Prefetto può negare il nulla osta all’acquisto e può negare la concessione della licenza di porto d’armi senza dover dare nessuna spiegazione. Questo introduce un “arbitrio” molto pericoloso in una democrazia: il porto d’armi potrebbe essere negato ad una persona solo perché “invisa” al sistema di potere. Addirittura, gli potrebbe essere negato il porto d’armi proprio per impedirgli di difendersi dalle aggressioni delle squadracce che “lavorano” ai margini del potere costituito.

Va però detto che questi timori sono poco fondati in una società come la nostra dove i “dissidenti” non vengono più uccisi. Il “sistema” ormai si limita ad ignorarli.

Q: Posso acquistare qualunque tipo di armi?

A: No. In Italia (come quasi ovunque nel mondo) un comune cittadino non può acquistare o detenere armi completamente automatiche (cioè armi che sparano a raffica) e non può acquistare o detenere armi di calibro superiore ai 20 mm (cannoni contraerei e roba simile). Non può nemmeno acquistare e detenere munizioni esplosive, armi chimiche od altre diavolerie.

In realtà, la legge italiana è famosa nel mondo per essere molto più bizantina e molto più delirante del necessario. Si tratta, infatti, di una legge del 1975 (il famigerato TULPS) scritta da persone che chiaramente non capivano assolutamente nulla di armi e che agivano sotto la pressione degli “anni di piombo”. Ad esempio, in Italia è possibile acquistare e detenere regolarmente armi in calibro 9mm Parabellum (cioè 9×19 mm NATO) nel caso che si tratti di revolver (cioè armi con tamburo rotante) ma non se si tratta di pistole semiautomatiche (come la Beretta che vedete al fianco dei nostri militari). Solo un acuto paragnosta potrebbe mai capire il senso di questa distinzione.

Addirittura, chi ha scritto la legge vigente era talmente digiuno di questioni tecniche da chiamare “armi da sparo” quelle che in qualunque altro paese del mondo sono note da sempre come “armi da fuoco” (“firearms”). Probabilmente si trattava di politici che nella vita privata avevano sempre lavorato come pasticceri o come falegnami. Di sicuro, in quella commissione parlamentare non erano presenti né ingegneri, né operatori delle forze dell’ordine né cacciatori perché, in quel caso, anche noi avremmo una legge razionale e comprensibile, come tutti gli altri paesi europei. Nei contesti internazionali, infatti, la nostra legge viene spesso citata quando si ha voglia di fare due grasse risate alle spalle della grossolana ignoranza di certi legislatori. Si dice spesso, ad esempio, che in Italia, in realtà, si possa comprare qualunque arma, a patto che il sole si trovi nella costellazione giusta ed in quel momento portiate i calzini del colore giusto.

Comunque, dettagli boccacceschi a parte, la sostanza della legge è abbastanza chiara: niente mitra, niente cannoni, niente bazooka e niente gas nervino.

Q: Ci vuole il porto d’armi anche per portare un coltello od una bomboletta di gas urticante?

A: Dipende dai casi.

Il Italia è possibile portare sulla persona a scopo di difesa solo alcuni strumenti, come le armi da fuoco (lunghe e corte), i coltelli (e spade) e le bombolette di gas urticanti. Molte altre cose, come i Taser non si possono portare in nessun caso (non si possono nemmeno vendere, acquistare, detenere e maneggiare).

Per alcuni degli strumenti di difesa, tra quelli consentiti, è necessario il porto d’armi, come nel caso dei coltelli. Per altri strumenti, come alcuni tipi di bombolette di gas urticanti, non è necessario il porto d’armi (sono di libera vendita).

Questo è uno di punti più oscuri e deliranti della legislazione italiana per cui, per capire cosa potete e cosa non potete fare, dovete fare riferimento alla Questura. Chiedete informazioni e vi sarà risposto.

Q: Con il porto d’armi posso portare la mia arma dovunque ed in ogni momento?

A: No. Anche chi dispone di un regolare porto d’armi non può portare la propria arma in certi ambienti ed in certi “contesti”. Ad esempio, è comunque vietato portare la propria arma in banca, in aereo ed in tribunale. In questi casi, l’arma deve essere lasciata fuori da questi ambienti o deve essere consegnata al personale della sicurezza all’ingresso (ad esempio: per essere imbarcata nella stiva dell’aereo).

Non si può entrare armati nemmeno in un’area solitamente aperta al pubblico in cui in quel momento sia in corso una manifestazione (autorizzata o non autorizzata).

Queste sono le principali ragioni per cui, di fatto, portare un’arma sulla persona nella vita quotidiana è un vero calvario per un comune cittadino che debba fare affidamento sul proprio porto d’armi.

Q: Il mio porto d’armi mi permette di portare sulla persona una qualunque delle armi in mio possesso?

A: No. Anche se non è subito evidente, il porto d’armi è legato all’arma per cui viene richiesto. Se avete due pistole, solo una di queste potrà essere portata sulla persona. La vostra seconda arma (l’arma di “backup”) potrebbe costarvi una denuncia per porto abusivo.

Questo è soprattutto l’effetto di una lacuna nella legislazione ma al momento le cose stanno in questo modo.

Q: Il mio porto d’armi mi autorizza a sparare?

A: ASSOLUTAMENTE NO! Lo ripeto per chiarezza: nessun documento, di nessun tipo, in nessun paese del mondo autorizza una persona a sparare. Questo vale anche per i poliziotti ed i militari (in tempo di pace e/o in zone non di combattimento).

L’uso delle armi è sempre e soltanto un’iniziativa personale di cui l’individuo risponde in prima persona davanti alla legge. Sarà il tribunale a decidere se l’uso delle armi era inevitabile o meno. Non basta, infatti, che fosse “giustificato”.

Q: Quando posso sparare?

A: MAI! Lo ripeto per maggiore chiarezza: non esiste nessuna “situazione” in cui un comune cittadino sia “legittimato” a sparare. La legge italiana (come le leggi di TUTTI gli altri paesi del mondo), prevede esplicitamente l’obbligo di sottrarsi allo scontro a fuoco.

Il principio è lo stesso che vi hanno insegnato a scuola guida quando avete preso la patente: se potete evitare un incidente, avete l’obbligo di farlo. Non importa quanta ragione abbiate voi e quanto torto abbiano gli altri conducenti, voi avete sempre e soltanto l’obbligo di fare tutto il possibile per evitare un incidente. Lo stesso vale (a maggior ragione) per le armi da fuoco: se potete evitare di sparare, avete l’obbligo di astenervi dallo sparare. Non importa quanta ragione abbiate voi e quanto torto abbiano gli altri, voi dovete soltanto astenervi dallo sparare (e sottrarvi allo scontro a fuoco, in modo che i vostri avversari non abbiano ragione di sparare coinvolgendo altre persone).

Lo ripeto ancora, sperando che sia chiaro: persino se vi sparano addosso NON SIETE AUTORIZZATI A RISPONDERE AL FUOCO. Non lo siete in Italia, non lo siete in USA, non lo siete in Albania, non lo siete in Thailandia e non lo siete nemmeno in Ghana. Avete l’obbligo di scappare. Dovete sottrarvi al fuoco, chiamare la polizia e lasciare che se la sbrighino i poliziotti.

Esiste una ed una sola eccezione a questa regola: se non potete sottrarvi al fuoco, allora potete sparare per difendervi.

In realtà, potete sparare anche per difendere un’altra persona che si trovi in questa difficile situazione. In questo secondo caso, però, farete bene ad assicurarvi che la persona che state difendendo con la vostra arma sia davvero la vittima innocente di un’aggressione. Se così non fosse, potreste essere incriminati di aver partecipato alla aggressione nei confronti di quello che a voi è sembrato essere l’aggressore.

Q: Posso almeno mostrare l’arma?

A: In generale, no: potreste ricadere nel reato di “minaccia a mano armata”.

Le armi si tirano fuori dalla fondina solo per prepararsi a sparare. Non vanno mai mostrate a nessuno senza motivo. Il vostro sfoggio di artiglieria potrebbe essere interpretato come una minaccia, più o meno esplicita, e questa azione potrebbe costarvi anni di galera (o, peggio, una revolverata in fronte…).

Esiste una sola eccezione a questa regola: quando vi trovate di fronte ad un aggressore e vi rendete conto che mostrare la vostra arma (e puntarla nella sua direzione) potrebbe indurlo a desistere dal fare del male a voi o ad altre persone.

Q: Ma, allora, a che ç@§§* servono le armi ed il porto d’armi?

A: A niente. Non è una vostra impressione: è la pura e semplice realtà. Per un comune cittadino, le armi ed il porto d’armi non servono assolutamente a niente. Non servono a niente in Italia (anche a causa della sua legislazione bizantina, ma non solo) e non servono a niente in nessun paese civile.

I limiti che un paese civile deve imporre (volente o nolente) alla detenzione ed all’uso delle armi sono talmente restrittivi da rendere completamente inutili le armi stesse ai fini della difesa personale, intesa come abitualmente la intendono molti cittadini.

In particolare, le armi NON SERVONO a difendere i propri beni (il portafogli), la propria casa, il proprio negozio o la propria dignità (quando si viene provocati, ad esempio). La legge VIETA esplicitamente di usare le armi per difendere questi valori. Ad esempio NON si può sparare ad una persona per impedirgli di rubare la vostra auto. Esiste infatti il concetto di proporzionalità tra offesa e difesa: la vostra reazione deve essere proporzionata al danno che rischiate di subire. Di sicuro, uccidere una persona per evitare che vi rubi qualcosa (qualunque cosa) è una reazione chiaramente sproporzionata.

Per difendere i propri beni materiali, la propria casa ed il proprio negozio è necessario usare dei sistemi antifurto e fare affidamento sulle forze dell’ordine. Punto e basta.

La vostra dignità, poi, non può essere considerata un “valore” da difendere con la forza (nemmeno con quella di un semplice pugno). Se ritenete di essere stati insultati, rivolgetevi ad un avvocato e citate in giudizio il vostro aggressore.

Esiste un solo caso in cui le armi da difesa servono davvero a qualcosa: quando rischiate davvero di venire aggrediti da qualcuno che vuole uccidervi. In questo caso, e solo in questo caso, le armi ed il porto d’armi tornano ad avere tutta la loro importanza. Questo è il caso, per esempio, di alcuni giornalisti “scomodi” che rischiano di sparire nel nulla per aver “parlato male” della malavita organizzata. Questo è anche il caso di alcune donne che rischiano di venire uccise dagli ex-mariti.

Solo se state già rischiando la vita, ha davvero senso procurarsi un’arma per difendervi. In questo caso, potete star certi che sia il Prefetto che il Questore faranno tutto il possibile per aiutarvi.

Q: Ma i leghisti ci hanno detto che adesso è legale sparare ad un ladro che entra in casa.

A: Ed infatti ci sono già diverse persone che stanno scontando decine di anni di galera per aver sparato (in piena buona fede) ad un ladro all’interno della propria abitazione.

Quello che avete letto fino a questo punto può anche non piacervi ma è la legge che vige in questo paese in questo momento: non si può sparare a nessuno, in nessun caso, se non per difendere sé stessi (od un’altra vittima potenziale) da un’aggressione letale a cui non ci si possa sottrarre in nessun altro modo. Questo (e solo questo) è il concetto stesso di “legittima difesa”.

Gli americani, che amano la semplicità, hanno coniato il termine di “clear and present danger”, cioè di “pericolo chiaro ed imminente”. Solo quando esiste un pericolo chiaro ed imminente di venire colpiti dall’arma da fuoco di un malvivente è legittimo sparare per difendersi.

Potete fare vostro questo principio e rispettare la legge o dare retta ai leghisti. È un problema vostro. Siete voi che rischiate la galera in caso di errore. La legge è molto chiara su questo punto e potete star certi che il giudice non avrà problemi a decidere se avete agito per difesa o meno.

Q: Ma allora, non posso difendermi!

A: Questo non è assolutamente vero!

Se siete stati oggetto di aggressioni o di minacce credibili in passato, potete star sicuri che il Prefetto vi concederà il porto d’armi.

Se qualcuno tenta di uccidervi, e siete armati, potrete rispondere al fuoco senza temere che vi si accusi di “eccesso di legittima difesa”.

Lo Stato Italiano riconosce ai suoi cittadini sia il diritto di difendersi da un’aggressione sia il diritto di attrezzarsi per la difesa in via preventiva, dotandosi di un’arma da fuoco.

Ciò che lo Stato Italiano NON riconosce ai suoi cittadini è il diritto di usare le armi per difendere “valori” che possono e devono essere difesi in altro modo, come i propri beni materiali, la riservatezza del proprio domicilio o la propria dignità. Per difendere questi “beni” è necessario usare altri strumenti, come le porte blindate, gli antifurto, i sistemi di allarme ed il buon senso.

Q: La legislazione USA sulla armi è molto più permissiva.

A: Davvero? Provate a leggere la descrizione della legge USA sulla armi su Wikipedia o su altri siti. Scoprirete che da almeno 20 anni è sostanzialmente la stessa che vige in Italia ed molti altri paesi. In particolare, anche in USA è necessario presentare i documenti per acquistare un’arma. Anche in USA le Forze dell’Ordine possono negare l’acquisto (a dispetto del famoso “secondo emendamento” della Costituzione Americana). Anche in USA è necessario un porto d’armi per portare l’arma sulla persona (il famoso CCW, Concealed Carry of Weapon). Anche in USA molti tipi di armi non possono più essere venduti e detenuti. Le leggi sulle armi ormai sono quasi tutte molto simili alla nostra.

Q: Ma negli USA tutti girano armati!

A: Davvero? Ci siete stati? Lo avete visto con i vostri occhi? Avete delle statistiche che lo dimostrino? Attenzione: non confondete la detenzione di un’arma (da caccia, sportiva, etc.) con il porto d’armi.

Negli USA ci sono oltre 300.000.000 di armi legalmente detenute (su una popolazione di circa 200.000.000 di persone) ma si tratta, nella quasi totalità dei casi, di armi che NON vengono portate sulla persona a fini di difesa.

Q: Ma negli USA ci sono gli “school shooting” a causa delle troppe armi in circolazione!

A: Davvero? Praticamente tutti gli “school shooting” di cui io, personalmente, ho avuto notizia sono stati portati a termine con normali armi sportive, sostanzialmente identiche a quelle che si possono acquistare nelle armerie italiane, e da persone che ne erano entrate in possesso attraverso il regolare acquisto in armeria o dai loro figli, esattamente come avrebbe potuto succedere in Italia od in molti altri paesi europei.

In altri termini: non c’è assolutamente niente di diverso nella legge USA sulle armi che possa favorire questi fenomeni più di quanto lo facciano le leggi vigenti in Italia.

Non sono le leggi americane sulle armi ad essere diverse dalle nostre: sono le loro scuole ad essere diverse dalle nostre. In particolare, spesso si tratta di “college” (cioè proprio dei “collegi”) in cui gli studenti vivono da soli (a partire dai 16 anni) ed in cui devono imparare a difendersi da soli dai bulli. È soprattutto questa la ragione per cui questi fenomeni sono più frequenti in USA che in altri paesi. Il problema è molto più psicologico e sociale di quanto non sia tecnico o legislativo.

Q: Ma il rischio di omicidi e di stragi non cresce il modo proporzionale al crescere del numero delle armi in circolazione?

A: Sicuri? Nella vicina Svizzera quasi ogni cittadino adulto ha l’obbligo di legge di tenere in casa la propria arma militare, di solito un fucile d’assalto SIG 550 calibro 5,56×45 NATO, con diverse centinaia di colpi. Questo per garantire una risposta immediata e diffusa nella (remotissima) ipotesi di una aggressione militare da parte di un paese straniero. Inoltre, la Svizzera è tradizionalmente un paese in cui moltissime persone detengono ed usano abitualmente armi da fuoco anche al di là degli obblighi di leva. Nonostante sia presente in quasi ogni casa un arma militare in grado di sparare a raffica, la Svizzera è da sempre in cima alla lista dei paesi più sicuri da questo punto di vista. Come mai?

In realtà, oltre il 90% degli omicidi (in Italia, come nel mondo) viene commesso con oggetti diversi dalle armi da fuoco. Le sole armi da taglio (coltelli) rappresentano oltre il 70% dei casi. Inoltre, solo una esigua percentuale di omicidi ed aggressioni avviene tra estranei. Di solito è il marito che ammazza la moglie e di solito non ha bisogno di una pistola per riuscirci: gli bastano le mani (pugni, calci, etc.).

Per questa ragione, limitare la circolazione delle armi serve più che altro a consolare le coscienze (ed a far emigrare ancora qualche industria di successo). Dal punto di vista pratico ha pochi effetti. L’esperienza degli Stati Uniti ha ampiamente dimostrato che l’educazione (scolastica ed accademica), il benessere ed il controllo sociale sono molto più efficaci di qualunque legge. Insomma: in un paese dove si vive bene, ci si ammazza poco (anche se ci sono molte armi in circolazione)

Addirittura, l’esperienza di altri paesi (come lo UK) ha dimostrato che vietare il possesso ed il porto delle armi serve solo ad impedire ai deboli (tra cui le donne) di difendersi in modo adeguato dai forti e dai violenti in quei casi (per fortuna rari) in cui questo è davvero necessario.

Alessandro Bottoni

9 Responses to FAQ sul Porto d’Armi

  1. Pingback: La strage al Tribunale di Milano e la questione del Porto D’Armi | Alex's Brain Dump

  2. Andrea says:

    Gent.mo dott Bottoni,
    sono capitato qui per caso e ho dato una rapida lettura alle sue FAQ sul porto d’armi.
    Per quanto sia apprezzabile l’intento, mi duole doverLe far notare che quanto da Lei scritto è ricco di inesattezze (anche gravi). Senza voler entrare nello specifico (richiederebbe troppe righe), le inesattezze più gravi sono riferite alla seconda e terza domanda. Non so esattamente come e dove Lei si sia documentato, ma Le consiglerei caldamente di consultare qualche fonte più autorevole (la polizia di stato, per quanto sia triste, non lo è affatto). Mi permetto di consigliarLe questa:

    http://www.earmi.it/
    http://www.earmi.it/diritto/faq/sintesi.htm

    Lo faccio perchè dare informazioni inesatte su un tema come questo può essere molto pericoloso. (no, non sono un “leghista”, ma conosco le leggi..)

    Cordiali Saluti.

    • admin says:

      Le accuse di superficialità non supportate da fatti servono a poco. Se hai qualcosa da dire di specifico, siamo tutti qui pronti ad ascoltarti.

  3. Danny says:

    Effettivamente ci sono tante inesattezze. Una ad esempio: chi ha un’arma legalmente detenuta (quindi anche con un nullaosta) può dentro la propria abitazione usarla in caso ci sia pericolo di aggressione… ha mai sentito parlare di difesa abitativa????

    • admin says:

      Mi sembra di aver spiegato, nell’articolo, che la mia (personalissima, discutibilissima) interpretazione delle leggi è molto più “prudenziale” di quanto la lettera della legge permetterebbe.

      Ho già visto troppe persone in galera, accusate di omicidio volontario, per aver voglia di discutere i dettagli più sottili della legge.

      Non sparate a nessuno se non esiste una vera, immediata, inequivocabile minaccia per la vostra vita.

  4. Danny says:

    Non è quindi obbligatorio tenerla scarica in casa… chi lo dice??? Non va lasciata incustodita… ok… ma sappia che nemmeno la cassaforte è obbligatoria… e non lo dico io ma il giudice mori e una sentenza della cassazione… si informi meglio

    • admin says:

      È obbligatoria. La legge parla di “negligenza nella custodia”. Basta non prendere le precauzioni più ovvie per finire in un mare di guai.

  5. Gianluca says:

    Accozzaglia di inesattezze. Certe volte è meglio tacere e sembrare stupidi piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio.

    “Per alcuni degli strumenti di difesa, tra quelli consentiti, è necessario il porto d’armi, come nel caso dei coltelli. ”

    Falso. Non esiste licenza di porto d’armi per i coltelli. I coltelli sono strumenti da taglio atti ad offendere e il porto è giustificato dalla circostanza, ad esempio nessuno potrà eccepire alcunché se tizio viene trovato nel bosco con un coltello e il cestino per i funghi. Se con lo stesso coltello venisse fermato allo stadio invece la situazione sarebbe ben diversa.

    L’unica licenza esistente che autorizza il porto di uno strumento atto ad offende da punta o da taglio si tratta del libretto personale per porto di bastone animato, rilasciato dal prefetto.

    “Chiunque può acquistare un’arma di tipo sportivo o da difesa in qualunque armeria. Basta presentare i propri documenti ed aspettare che la Questura rilasci l’apposito “nulla osta” all’acquisto dell’arma. ”

    Falso. Il nulla osta va richiesto alla questura o commissariato di P.S. se presenti nel luogo di residenza oppure alla stazione CC competente.

    I documenti richiesti sono gli stessi per qualsiasi porto d’armi, ovvero certificato dell’asl e abilitazione al maneggio delle armi del tsn nel caso non si abbia fatto il militare.

    Detto nulla osta vale su tutto il territorio nazionale per 30 gg.

    L’apoteosi delle cazzate si ha poi a questo punto:

    “Q: Ma, allora, a cosa serve il porto d’armi?”

    Intanto oltre al pda per difesa personale, rilasciato dal prefetto, che autorizza al porto di pistola o rivoltella, esistono anche i pda per arma lunga rilasciati dal Questore, per caccia o tiro a volo.

    Per quanto riguarda la detenzione in casa visto che la difesa abitativa è contemplata dal nostro ordinamento giuridico, sempre che non sfoci in eccesso di legittima difesa, non è assolutamente vero che l’arma va conservata scarica e chiusa a chiave. Essa se non ci sono persone incapaci o minori conviventi può benissimo essere tenuta sul comodino col colpo in canna di notte e nel cassetto delle mutande di giorno, visto che il tulps non prescrive alcuna misura particolare di custodia.

    Andiamo avanti con le cazzate:

    “Q: Il mio porto d’armi mi permette di portare sulla persona una qualunque delle armi in mio possesso?

    A: No. Anche se non è subito evidente, il porto d’armi è legato all’arma per cui viene richiesto. Se avete due pistole, solo una di queste potrà essere portata sulla persona. La vostra seconda arma (l’arma di “backup”) potrebbe costarvi una denuncia per porto abusivo.”

    Sul libretto di porto di pistola o rivoltella non è indicata un’arma specifica. Esso permette appunto il porto di pistole o rivoltelle. Si possono detenere fino a 3 armi comuni da sparo e quindi si possono portare cariche fino a 3 pistole, quindi tranquillamente si può portare alla caviglia una seconda arma di backup oltre alla principale.

    Non mi dilungo oltre perché si vede che queste faq sono state scritte da un incompetente, forse è meglio studiare meglio le leggi prima di dare informazioni fuorvianti.

    • admin says:

      Ho deciso di pubblicare questo commento nonostante il tono aggressivo del suo autore perché ritengo che porti comunque un contributo interessante alla discussione.

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